POSSO OFFRIRE UN CAFFÈ?

di David Norisco
da un idea di Enrico Carretta
con Carlo di Maio

spettacolo di prosa

Una stramba famigliola composta da personaggi surreali che interagiscono intorno alla storia e al culto del caffè. Un gioco assolutamente teatrale che termina con la mescita conviviale della più famosa bevanda, nera e bollente.

In una rocambolesca, colorata messinscena, Carlo di Maio interpreta un uomo colto e raffinato sempre con la testa fra le nuvole; sua moglie, baraccona tipica popolana napoletana; la figlioletta cresciutella, miope e anche un po’ bruttina, accompagnata da una inseparabile bambola.

In nome del nobile teatro ‘en travesti’, l’attore entra ed esce di scena mentre una enorme cuccumella impiega il tempo necessario per poter filtrare un buon caffè da servire poi al pubblico impregnando con l’aroma, nel frattempo, parole e significati.

La storia del caffè parte dalla lontana Etiopia alla fine del Medioevo, arrivando fino ai nostri giorni con rivoluzionarie macchine che lo rendono sempre più gustoso, in un ininterrotto bisogno di affrancarsi dalle momentanee cadute del torpore giornaliero. Oltre a questa funzione psicoterapeutica la bevanda, tra le più amate al mondo, è protagonista indiscussa in ambito letterario, musicale e artistico.

Ma solo a Napoli il caffè è parte integrante del tessuto sociale. Come un torrente caldo e profumato assolve quotidianamente a molteplici funzioni: svegliare la mattina, chiudere il pranzo e la cena, salutare un incontro, una visita o anche concludere un affare.

Nella città partenopea pizza, mozzarelle e sfogliatelle sono sempre presenti come certezze rassicuranti, ma il caffè è un bisogno costante in qualsiasi momento, dolcemente s’insinua come compagno fedele e inalienabile.